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Ribelli 2018


“Azioni dal profondo valore sociale, per il coraggio e l’altruismo, per la professionalità e l’umanità del loro impegno quotidiano, per atti di eroismo, per l’attività in favore dell’inclusione sociale o nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità”.

Per questo il Capo dello Stato Sergio Mattarella, li ha insigniti dell’Onorificenza al Merito della Repubblica Italiana (Omri).

Facciamo un rapido excursus di alcuni premiati, incrociando le notizie di diversi quotidiani.

Ilaria Galbusera, per «l’impegno e la passione con cui fa dello sport uno strumento di conoscenza e inclusione delle diversità» da capitano della Nazionale femminile Volley sorde, medaglia d’argento ai Deaflynpics 2017, i Giochi dedicati agli atleti sordi. Allora le immagini della squadra con la maglia azzurra che «canta» l’Inno d’Italia nella lingua dei segni fece il giro del mondo.

Massimiliano Sechi, 32 enne di Sassari, affetto da una grave forma di focomelia ma nonostante questo è diventato popolare grazie ai giochi elettronici (i Gec – Giochi elettronici competitivi), ha fondato una associazione e il progetto «No Excuse» invita tutte le persone « a non avere scuse e ad impegnarsi nella società».

Roberta Leporati, di Martina Franca (Taranto) dirigente scolastico, che ha ricevuto l’onorificenza «per il suo contributo nella formazione delle giovani generazioni e a favore della promozione della cultura».

Tiziana Andriani, presidente della Onlus Afron, che lotta contro il cancro in Africa.

Iacopo Melio, che lotta con la sindrome di Escoban e con gli stereotipi nei confronti dei disabili.

Vito Massimo Catania, maratoneta che mette a disposizione gambe e polmoni a chi non ha la possibilità di correre regalandogli la gioia dello sport.

L’imprenditore 71enne Aldo Chiavari, che ha aiutato una coppia di dipendenti a occuparsi della figlia gravemente malata, pagando vitto e alloggio a Roma e ovviamente conservando il loro posto di lavoro.

Riccardo Muci, l’agente Polstrada di Bologna «per il coraggio e l’altruismo con cui, senza esitazione, si è adoperato per prestare soccorso in occasione dell’incidente del 6 agosto sul raccordo autostradale di Casalecchio.

Maria Rosaria Coppola, «per il coraggio e lo spirito di iniziativa con cui ha pubblicamente difeso un giovane straniero vittima di una aggressione razzista».

Roberto Crippa e Luisa Fricchione hanno adottato otto etiopi orfani di guerra.

Mustapha El Aoudi ambulante marocchino che ha difeso una dottoressa aggredita davanti all’ospedale di Crotone.

Germana Giacomelli, la “grande madre d’Italia” che ha avuto finora 121 “figli”. Cinque li ha partoriti lei, otto li ha adottati, gli altri le sono stati affidati negli anni dai tribunali per Minorenni di Milano, Brescia e Venezia.


FONTI: Esquire – Corriere della Sera – Il Giornale – Repubblica

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