Personaggi

La Statua di Bud Spencer a Livorno. E tanto altro.

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A Livorno inaugurata la prima commemorazione all’indimenticabile Bud Spencer. Nelle dimensioni imponenti dell’attore scomparso, la statua in vetroresina si presenta nelle vesti del “lupo di mare”, protagonista delle scene nel litorale toscano, in due dei suoi film più amati: “Lo chiamavano bulldozer” e “Bomber”. Tra gli ospiti, i figli e i grandi musicisti Oliver Onions.

Erano gli anni 1978 e 1982, Carlo Pedersoli interpetava un onesto e pacifico forzuto che riscattava i deboli, grazie al carattere deciso e modesto, e alla forza fisica da atleta. Un attore Italiano molto amato, simile ai suoi personaggi. Dice il sito “Produzioni dal Basso”: “una persona buona, perbene, modesta al punto da non sentirsi mai veramente attore nonostante un centinaio di film campioni d’incassi, che hanno catturato intere generazioni con un pubblico che poteva oscillare dai 5 agli 80 anni”.

Il personaggio dei due film livornesi – da notare una diatriba con Marina di Pisa sull’effettiva location delle scene – era un maestro di vita, che attraverso lo sport, aiutava i giovani locali ad affermarsi contro le prepotenze di alcuni militari americani e della malavita, per non perdere la dignità o la vita.

Realizzazione dell’opera

A promuovere l’iniziativa è stata la pagina Facebook In Onore di Bud Spencer con il Patrocinio del Comune di Livorno, dell’ Assessorato alla Cultura. Anche l’Assessorato allo Sport ha partecipato, infatti l’attore partenopeo, ex nuotatore di ottimo livello, ha spesso promosso l’attività fisica e la sana competizione: ai piedi della statua un borsone aperto con palla da football e guantoni da boxe.

Una raccolta fondi sul sito Produzioni dal Basso, ha permesso ai suoi fans di sostenere l’opera, realizzata dall’artista viareggino Fabrizio Galli (famoso carrista del carnevale), che è stata posizionata sul lungomare, al termine di Viale Italia, all’altezza dello Scoglio della Regina. Si sono potuti acquistare dei gadget, non solo magliette ufficiali, ma anche la mitica “Marmellata Puffin”, e cartoline e stampe realizzate da Alberto Baldisserotto (uno specialista) e il fumetto degli autori (livornesi anche loro) Daniele Caluri ed Emiliano Pagani.

Ma non tutti hanno gradito l’istallazione , come non tutti apprezzavano i film di Bud Spencer, o della coppia Bud-Terence Hill. Leggiamo cosa scrive ArtTribune: “2 giugno, Festa della Repubblica: con una cerimonia ufficiale, in presenza delle autorità locali e della folla plaudente, tra degustazioni di salsicce e fagioli, si accoglieva un fiero Bud Spencer, icona pop legata a quel mondo dei b-movie e dei filmetti commerciali, che a suon di sganassoni, risate, ammiccamenti sexy e tenerezze sentimentali, avevano incollato allo schermo generazioni di adulti e ragazzini”.

Risposta alle critiche all’arte popolare

Cari giornalisti e critici d’arte, intellettuali dai vari titoli, che invece di inquadrare un’opera con opinione mediata e motivata, vi profondete in esasperanti monologhi per insegnarci l’etica e l’estetica, volendo imporre un mondo, calato non si sa da dove, che schiacci il nostro, per voi meschino, gretto e miserabile… oh voi, ascoltate!

Ricordiamo le critiche ad artisti come Totò e ai suoi “filmetti”. Ci ricordiamo dei “b-movie” (così chiamati, non per catalogazione in base a produzioni o aspirazioni, ma a categorizzazione esistenziale), che avete distrutto con martellante accanimento, e che sono innalzati oggi a “fonti” da grandi registi, a cui bacereste la mano osannanti.

Ripensiamo alle critiche a Lucio Battisti, Mia Martini, a Federico Fellini, al recentemente scomparso Franco Zeffirelli; poi ci fermiamo perché, a differenza di voi, abbiamo una cosa chiamata senso della misura.

Vedete, l’arte non è “sbagliata” o “minore” quando è pop, cioè popolare. E’ diversa dall’arte impegnata e complessa. L’arte è espressione naturale del talento e della sensibilità umana. Non mi sognerei mai di dire che un fiore di campo è volgare. Come non mi genufletterei ai rari, ricchi e preziosi, creati in vitro o in vaso, ne li riterrei inutili perchè avulsi da un ecosistema. Sono ambedue da ammirare, seppur per ragioni distinte.

Occorre rispettare l’esistenza e la passione di ognuno. La cosa importante è che le persone (tante o poche, colte o ignoranti) provino soddisfazione ed interesse nell’arte, e vi trovino conforto o ispirazione.

Perché vedete, altrimenti, oltre a creare “campi artistici” in cui il solo concime è quello dei soldi, questi assomiglieranno sempre di più a deserti, che la gente non frequenterà. E rimarrete solo voi critici o professori, molti dei quali per altro procedono in carriera in modo occulto, e diventan in tal maniera autorevoli, da dire agli altri che “non valgono”. E l’arte del sistema Paese non sarà più seguita, ne farà scuola nel mondo; come fu un tempo, e dopo che vi siete montati la testa voi, così più non fu.

Lasciateci ora godere questa statua, che è per ammissione implicita della committenza, un omaggio leggero e colorato. Nei film di Bud, la trama era il classico “bene contro il male”, il buono e onesto che si batte contro i prepotenti, per difendere i più deboli ed emarginati. I quali hanno una speranza e il lieto fine, non per illudersi, ma per darsi coraggio. E al nemico è data sempre la chance si redimersi. Vi pare poco? Questi ideali vanno espressi solo da Shakespeare o da Scorsese e De Niro? Se sono universali, non è giusto che differenti linguaggi se ne facciano interpreti? Purchè con qualità, certo.

E non vi impressionate se per battere i malvagi, a volte ci vogliono poche parole taglienti, uno sguardo severo e fermo, e qualche sganassone (senza sangue).. a volte servono queste cose, anche qualche sganassone. Forse anche a voi avrebbe fatto bene riceverne uno da piccoli.

Tutte queste cose, oltre all’onestà rispetto alla legge e le regole, la galanteria con le donne, la lealtà verso gli amici, insieme ad una figura fiera e simpatica, faranno compagnia a tanti turisti e locali, come a parecchi l’hanno fatta alla tv o al cinema.

Anche a mio padre sapete? Imprenditore colto, che ha dato lavoro a centinaia di persone nella mia Rieti, che si svagava raramente (spesso leggendo), ma che non si perdeva un film di Bud Spencer… “stasera fanno i cartoni animati”, mi diceva. Poi andava in camera e lo sentivo scompisciarsi dalle risate. Mia madre mi chiamava divertita e mi diceva “senti tuo padre…”! Bhè è uno dei ricordi più belli che ho di loro, devo aggiungere altro? Non credo dai. Forse il mio è un ricordo e un sentimento a buon mercato, popolare. Ma sono sentimenti veri, come le lacrime che mi scendono sul volto adesso. Non è poco, ve lo assicuro.

Ciao Bud, ci vediamo a Livorno (e a Marina di Pisa). E grazie.


Fantasia fantasia fantasia
Fantasy fantasy fantasy fantasy

Quando ti ho visto lì, ho capito, come dirti.. 
When I saw you standin’ there I knew you see 

Che eri contenta di essere la mia anima gemella, sì 
That you were glad to be the one for me yeah 

Quando ti vedevo camminare a casa da sola ogni giorno 
When I saw you walkin’ home alone each day 

Dovevo dire quello che sentivo ragazza 
I had to say what I felt girl 

Quindi ascolta adesso, è semplice da vedere
So listen now it’s plain to see 

Fantasia, si è fantasia
Fantasy, yes it’s fantasy 

E staremo insieme, sì insieme, aspetta e vedrai 
And we’ll stay together yes together wait and see 

È solo fantasia, sempre fantasia 
It’s only fantasy always fantasy 

Oh, staremo insieme sì insieme ora 
Oh we’ll stay together yes together now 

E ora aspetti e vedi, si è fantasia 
And now you wait and see yes it’s fantasy 

Tu ed io, tu ed io
You and me you and me

Fantasia fantasia fantasia
Fantasy fantasy fantasy

Quando penso a tutte le piccole cose che fai 
When I think of all the little things you do 

Per provare e dimostrare, per farmi sapere che mi ami 
To try and show to let me know you love me 

Ricorderò di essere rimasto tutto solo quel giorno 
I’ll remember sitting all alone that day 

Come te
As you…


FONTI: gonews.it – produzionidalbasso.com – quilivorno.it

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