Storie Ribelli

Barbie Solidali

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Come una multinazionale diventa messaggera di inclusione.


Giustamente critichiamo le multinazionali quando sembrano protagoniste di una standardizzazione dei gusti e delle tendenze commerciali, che inevitabilmente diventano orientamento del nostro senso di “normale”, e dunque del nostro senso di “accettazione” e di “diverso”.

Per molto tempo Barbie è stata criticata perché prototipo della ragazza bianche bella e bionda. Ma le cose sono cambiate, pian piano, da molto tempo. Ecco la storia di questa trasformazione di un’icona di nicchia ad icona della diversità accettata.

Anniversari significativi

Barbie è sempre stata una ragazza con un lavoro, sempre più diversificata e più indulgente nei confronti dei corpi delle donne, con modelli più realistici e diversificati, ed ora sta diventando inclusiva delle persone con disabilità. Così un’altra barriera che cade, dopo che sono state rese disponibili modelli in sette tonalità di pelle, 22 colori per gli occhi e 24 acconciature. Nel 2017 è stata lanciata la prima barbie indossata da Hijab.

Nel 60 ° anno della nascita di Barbie nel 1959, Mattel ha lanciato una linea ‘Fashionista’, dove trovano spazio una bambola su una sedia a rotelle e un’altra con un arto protesico. L’idea è di spingere per una maggiore inclusività nelle bambole con cui giocano le bambine di tutto il mondo.

“Come marchio, possiamo elevare la conversazione sulle disabilità fisiche inserendole nella nostra linea di moda per mostrare ulteriormente una visione multidimensionale della bellezza e della moda”, ha spiegato Mattel in una nota pubblicata dalla CNN. Le bambole saranno disponibili nei mercati questo giugno.

Il valore anche dell’ideazione inclusiva

Per creare una delle bambole, Mattel ha collaborato con l’attivista disabile Jordan Reeves, di 13 anni, nata senza braccio: questa Barbie è provvista di gambe protesiche che possono essere rimosse, aiutando così i bambini con disabilità ad avere un’esperienza di gioco più reale. Jordan è del Missouri e co-fondatore dell’organizzazione ‘Born Just Right’, e facendo uso di stampanti 3D, da allora ha lavorato su una varietà di arti protesici creativi, come il bellissimo a forma di corno di unicorno.

Secondo la marca di giocattoli, la sedia a rotelle, progettata dopo le consultazioni con esperti e l’ospedale pediatrico Mattel UCLA, è stata uno degli accessori più richiesti dai fan della bambola. Viene fornito con una rampa che è compatibile con la serie Barbie Dream House di case di bambola staccabili.

Jordan è anche membro fondatore della STEAM Squad, un gruppo eterogeneo di alcune delle più esperte ragazze coinvolte nella scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica (che include anche la co-conduttrice di Mythbusters Jr., Allie Weber).

Ella, la Barbie che lotta contro il cancro

Si chiama Ella ed è una Barbie creata apposta per le bambine malate di tumore sottoposte a chemioterapia.

Siamo nel 2012, Rebecca Sypin, mamma di una bambina ammalata di leucemia e Jane Bingham, affetta da linfoma e reduce da cicli di chemioterapia, hanno avuto l’idea di una Barbie senza capelli. Dopo avere presentato la loro proposta alla ditta produttrice è nata la nuova amica dei bambini negli ospedali; nella confezione contiene alcune parrucche e fasce con cui giocare.

Le due amiche hanno creato un pagina su Facebook chiamandola “Beautiful and bald Barbie” (Barbie bella e calva).

Creata a tiratura limitata, la bambola è dedicata ai reparti di oncologia pediatrica di numerosi ospedali degli Stati Uniti e sta aiutando molte piccole pazienti ad affrontare il cancro, in molte strutture oncologiche è possibile ricevere gratuitamente Ella compilando un form on-line.

E’ nata anzi l’idea di lanciare una raccolta firme per sollecitare la Mattel a produrre altre Barbie di questo tipo. La petizione ha ottenuto grande successo.

I primi passi incerti

Questa non è la prima volta che Mattel ha tentato di creare una Barbie più inclusiva, anche se non sempre è andata bene. Nel 1997 ha pubblicato “Becky”, l’amica fotografa di Barbie che era su una sedia a rotelle. Ma ‘Share-A-Smile-Becky’, come inizialmente è stato chiamata, è stato ritirata dal mercato, dopo la popolarità iniziale, a causa di importanti difetti di progettazione: la sedia a rotelle rosa lucida non si adatterebbe attraverso la Barbie Dream House. Dopo la trasformazione in Becky, poi nel linguaggio dei segni Becky e infine in Paralimpiadi Becky, le bambole sono state portate via dagli scaffali in quanto non hanno mai finito per cambiare il design della Dream House.


FONTI: mamme.it – universomamma.it – news18.com – nowthisnews.com – makezine.com

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