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"Violenza e Rispetto",  Musica

Il tizio della foto


Il protagonista di questa storia è il bimbo di 4 mesi ritratto sulla copertina di Nevermind, album pubblicato nel 1991 dai Nirvana e divenuto una delle pietre miliari del Rock. Dopo 30 anni, Spencer Elden ha deciso di intentare una causa, e chiede un risarcimento di 150.000$, perché l’immagine sarebbe pedopornografica.
All’origine della presa di coscienza c’è il fatto che la foto doveva uscire con le pubenda censurate.

A molti è sembrato strano, poiché lui stesso ha raccontato quell’esperienza diverse volte, senza mai accennare a molestie o disagi. Si è tatuato addirittura la scritta “Nevermind” sul petto, e a dispetto del trauma che ritiene di aver subito, ha ripetuto la posa per il venticinquennale del disco.
Ora però ha deciso di fare causa ai Nirvana proprio per quella foto, forse la più rappresentativa del rock anni ’90, legandola ad un tema raccapricciante come lo sfruttamento sessuale dei bambini.

L’idea di questa famosa immagine venne a Kurt Cobain, cantante e icona della musica, morto suicida nel 1994, ispiratosi al parto in acqua. Il Gruppo pensò poi di regalare al ragazzo il disco di platino che ricevette l’album, in segno di riconoscenza. La copertina rappresentava una rottura, e per evitare il blocco da parte della censura, si pensò ad una versione alternativa, cancellando con l’aerografo il pene. Kurt Cobain si oppose categoricamente alla censura della copertina chiarendo che l’unico compromesso poteva essere un adesivo a copertura dei genitali incriminati. Ma precisò: «chi poteva sentirsi offeso dall’immagine del pene di un neonato, probabilmente doveva essere un pedofilo represso.»

I dettagli della tragica vicenda

I siti TMZ e Pitchfork, hanno consultato le carte, come riportato da Rolling Stones. Innanzitutto “il nuotatore” ha chiesto soldi a diverse persone, dal fotografo al produttore, fino a Courtney Love, erede di Cobain.

Elden parla di «danni permanenti», che in quella foto «appare come una prostituta», dice che è stato costretto a «atti sessuali a fini commerciali» quando era minorenne (a tal proposito ci chiediamo se ha denunciato i genitori per aver prestato il consenso).

«Il danno permanente di cui ha sofferto include, ma non si limita ad esso, stress emotivo estremo e permanente con manifestazioni fisiche, interferenze col normale sviluppo educativo, perdita di guadagni, spese per far fronte a problemi medici e psicologici, perdita della gioia di vivere e altre perdite che saranno descritte e provate al processo».

Non capisco come gli avvocati di parte possano aver consigliato di portare avanti questa causa se non sperando in una interpretazione estrema da parte del Giudice, il quale dovrà considerare il silenzio, il tauaggio enorme e il “rivival” dell’album, come conseguenze di una violenza subita.

Il nostro commento

E mentre ci domandiamo quante volte questo giovane abbia usato il suo ingresso nella storia del Rock, come caratterizzazione personale, una cosa fica di cui parlare con amici e con le ragazze, ci chiediamo anche quanto l’abuso sessuale minorile venga “usato”, come ci appare in questo caso clamoroso.

Sarebbe interessante sapere se possono essere quantificati i vantaggi che Spencer ha ricevuto, e se gli avvocati difensori della Band ne chiederanno conto. Non credo, se non in maniera simbolica, per dargli una lezione.

Il tema è delicato, con i bambini non si scherza, e questo vale per tutti, anche per le presunte vittime. La serietà è d’obbligo, l’abuso infantile rischia di essere ridicolizzato, oggetto di discussioni surreali in cui si sa che poi ognuno alza o abbassa l’asticella a seconda del proprio interesse o del proprio ego. Usare cavilli ed ipocrite ricostruzioni, è il contrario della giustizia, e richiama un istinto di egoismo dell’essere umano, ovvero una delle cause per cui la giustizia ancora sfugge alla nostra società.

Rifletteremo con amarezza sul come si possa gettare nella spazzatura un destino così spettacolare, e vivere nel disprezzo di moltissimi amanti della musica e di operatori contro la violenza sui bambini, solo per i soldi. Lasciamo la conclusione al commento della Pagina FaceBook “Il Rock al Tempo degli Dei”, che ha lucidamente sentenziato: “Dopo tanti anni abbiamo capito quel dollaro davanti a lui cosa significa”.


– La Redazione di Spiriti Ribelli e La Redazione del Gruppo FaceBook “Violenza e Rispetto”

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