Santa Barbara a Rieti e i Vigili del Fuoco

Il sacrificio per lo spirito di servizio, del Pompiere Reatino.
I momenti dell’esplosione e in primo piano Stefano. Foto di internapoli.it

Il 4 Dicembre è il giorno di Santa Barbara (protettrice dei Vigili del Fuoco), e a Rieti è festa. Sin da piccoli andiamo alla Fiera che porta il suo nome, dove troviamo mercatini di tutti i tipi.

Prima di andare in Fiera, le amiche con le quali ero uscito, anche per vedere bei ragazzi, mi hanno convinto ad andare alla Caserma dei Vigili, dove si svolgono da qualche anno in questo giorno, delle esercitazioni per intrattenere i cittadini e mostrare le manovre nelle situazioni di pericolo.

Bhè non si può dire sia stato un successo… la squadra 17 (come nel film con De Sica, Villaggio, Banfi e Boldi) ha avuto qualche difficoltà tecnica, il mezzo non riusciva a sollevare la scala per raggiungerle le vittime dell’incendio.
La seconda prova era l’esplosione di un serbatoio di Gas, con un ferito che rimaneva in terra. In questo caso tutto perfetto, solo che la vittima nel trascinarsi fuori dalla portata delle fiamme, si era messo proprio in linea con il flusso delle pompe, che lo hanno fiescinato, tra le sue risate e quelle del pubblico.

L’ultima prova è stata perfetta, con l’utilizzo di un nuovo sistema per far discendere le persone in sicurezza e velocità, da altezze ragguardevoli.

Nella piacevole giornata, i Vigili oltre ad essere preparati, hanno preso con simpatia gli accidenti che avvenivano. Ce n’era uno vicino a me, di grande esperienza, intento a spiegarmi ciò che vedevo, tra l’entusiasta e l’imbarazzato -che era poi il mio stesso stato d’animo – e io mi godevo il sole e la presenza da lontano di una delle mie prime ragazze, che il Corpo dei Vigili ce l’ha nel sangue.
Siamo andati via d’un colpo e non ho salutato, per eccessiva distrazione, il vecchio vigile, così vivace e gentile. Ho fatto qualche battuta sul confronto con i Fire Men americani le loro prestazioni mirabolanti (certo con ben altri budget dai nostri).

L’incidente

Oggi  5 Dicembre dovevo recarmi a Roma, ma poi non sono andato più, appuntamento saltato per personale assente. Avrei percorso la Salaria, tornando a casa, facilmente intorno l’orario del tremendo scoppio, che ha ucciso due persone e ne ha ferite 17.

Conoscevo Stefano Colasanti solo di vista, un Vigile non in servizio, che ha visto una situazione pericolosa, e si è messo a disposizione. Semplicemente. Fatalmente.
Generoso senz’altro, un protagonista, e infatti allenava  la squadra Cittaducale Calcio a 5 Femminile (lo scorso weekend vinceva la sua prima partita in trasferta della stagione), e come sindacalista della Uil si era battuto per il Distaccamento dei Vigili di Poggio Mirteto. Aveva 50 anni e una figlia.

Un mio amico lo conosceva bene, ci aveva fatto il militare, e semplicemente, ha detto: “era una brava persona, disponibile e corretta”. Questo gli è costato la vita.

Deflagrazione violentissima, l’altra vittima non è stata identificata, si trovava a bordo di un’auto sulla strada; i mezzi pesanti dei Pompieri sbalzati a 10 metri.
Dolore grande anche per il fratello, poliziotto in servizio, che ha scoperto della morte di Stefano proprio sul luogo dell’incidente.

Dunque, mi sono sentito un po’ in colpa di aver riso ieri all’esercitazione, certo non era mancanza di rispetto, ma insomma d’ora in poi, se mi capitasse di sorridere, di una situazione comica che riguardi i Corpi dello Stato, farò anche un pensiero su come quella stessa situazione può diventare tragedia, nel tempo infernale di un’esplosione.
 
– La Redazione di Ribelli –

Esercitazione presso la Caserma di Rieti, del 4 Dic 2018. Foto: corrieredirieti.corr.it




FONTI: RietiLife, internapoli.it

Spiriti Ribelli – Blog della Pagina FB “Ribelli”

“Perché deve esser frustrata la capacità infinita, defraudata la possibilità de infiniti mondi che possono essere, pregiudicata la eccellenza della divina imagine che deverebe più risplendere in uno specchio incontratto e secondo il suo modo di essere infinito, immenso”?

Buonasera Ribelli,

La Redazione della Pagina FaceBook “Ribelli”, ha deciso di fondare un proprio Blog. A muoverci è la passione per la scrittura e il racconto, e la volontà di fornire contenuti autentici, controllati, accurati.

https://www.facebook.com/Ribelli10/

Il nostro primo traguardo dei 10.000 mi piace, è stato l’indizio che il nostro stile può essere originale. In cosa consiste questa originalità? Proviamo a dirvi quale vorrebbe essere il nostro messaggio.

Vogliamo spaziare tra le diverse forme di quello che chiamiamo “ribellione”, o “spirito ribelle”, che non può essere confinato solo alla dimensione della protesta o del punto di vista innovativo, ma deve essere pensato come un modo di essere ed interpretare il mondo, e fornire una soluzione il più possibile lontano da interessi e fazioni di parte, guadagni troppo a breve termine che precludono sviluppo e sostenibilità.

“Dedicata agli spiriti ribelli nella storia e nelle varie culture, e alla ribellione nelle sue forme. Conquiste o sconfitte, sempre lotta e speranza”.

Ribellarsi innanzitutto alle proprie idee e convinzioni, la continua ricerca di una verità in noi stessi, e trovare così “gli altri”. Come ogni buona ricerca, non può concludersi depredando il tesoro, ne lasciandolo sepolto: che sia una moneta, che sia una foto o un ricordo, o un momento che lasciamo intatto dentro di noi, qualcosa dovrà accompagnarci per sempre.

“Lo Spirito della Ribellione da trovare nei gesti, nelle storie, nei fatti a cui assistiamo, che siano anche divertenti, ridicoli o espressione di quanto c’è di strano e curioso, illuminante. I vostri piccoli traguardi, le intuizioni, quando il vostro Spirito si incontra con quello Ribelle che aleggia su tutti noi”.

L’incontro non può avvenire ne nudi, ne armati. Temerario sarebbe scendere nella grotta e farsi assalire da creature affamate e spietate. Tracotante irrompere con pesante e vistosa armatura, e inciampare nei mille ostacoli che l’adattamento impone. La protezione dovrebbe essere una naturale costruzione, un formarsi di quello a cui teniamo e per cui combattiamo per tutta la vita.

Il Comandante Messud, detto “Il Leone del Panshir”, con i cuoi compagni Mujaheddin. Fu ucciso il 9 Settembre 2001 da Bin Laden, due giorni prima dell’attentato alle Twin Tower.

Le mie origini ribelli

Due sono stati nella mia vita, gli episodi che più di altri hanno segnato la mia conversione al “campo ribelle”. L’omicidio di Giovanni Falcone, annunciatomi da mio padre, mentre beatamente mi godevo il sabato mattina a letto da 17 enne. In quel momento oltre che sconvolto e impaurito, mi sentii inutile, un privilegiato che invece di lottare si stava crogiolando. 

L’altro episodio fu l’assassinio di Massud, un combattente Afgano che dopo aver fronteggiato l’Armata Rossa, si era opposto al proliferare dell’estremismo islamico e alle mire terroristiche di Osama Bin Laden. Con lui moriva la speranza di un Afganistan libero dai talebani e dall’oscurantismo medioevale, la possibilità di aprirsi al dialogo con il mondo occidentale e di concedere maggiore dignità alla donna.

“L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è.. Saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa, ecco il coraggio è questo”, disse Giovanni Falcone; con Francesca Morvillo. Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, morto a Capaci nel 1992.

La ribellione gentile

Mentre scrivo, mi rendo conto che i due personaggi avevano una cosa in comune: la gentilezza. Come si può essere gentili nelle circostanze che loro vivevano, trattando con le persone in cui si immergevano, le leggi assurde, le Istituzioni contro. L’ipocrisia e l’ottusità. Credo che il segreto sia la forza di queste persone, l’educazione, l’intelligenza che sconfigge la brutalità e le semplificazioni, portando avanti appunto la ferma gentilezza e la semplicità.

Provalo, potresti scoprire cosa WordPress può già aggiungere nei tuoi articoli che non ti aspetti. Ecco un elenco di cosa puoi trovare in questo momento:

  • Testi e titoli
  • Immagini e video
  • Gallerie
  • Oggetti da incorporare come YouTube, Tweet o altri articoli di WordPress.
  • Blocchi di layout come pulsanti, immagini a tutto schermo (hero), separatori, ecc ecc.
  • Ed elenchi come questo naturalmente 🙂

Modifiche visuali

Un enorme beneficio dei blocchi è che puoi modificarli dove sono e modificare il tuo contenuto direttamente. Invece di avere campi per modificare cose come la fonte di una citazione o il testo di un pulsante, puoi cambiare direttamente il contenuto. Prova a modificare la citazione seguente:

L’editor proverà a creare una nuova esperienza di costruzione di pagine e articoli che agevolerà la scrittura di articoli con formattazione avanzata, e con i “blocchi” renderà semplice quello che oggi è ottenuto con shortcode, HTML personalizzato ed embed discovery di “provenienza incerta”.

Matt Mullenweg, 2017

L’informazione corrispondente alla fonte della citazione è un campo di testo separato, simile alle didascalie sotto le immagini, così la struttura della citazione è protetta anche se selezioni, modifichi o rimuovi la fonte. È sempre facile aggiungerla di nuovo.

I blocchi possono essere qualsiasi cosa di cui hai bisogno. Per esempio potresti voler aggiungere una citazione non invasiva come parte della composizione del tuo testo, oppure potresti preferire visualizzarne una gigante. Tutte queste opzioni sono disponibili con lo strumento di inserimento.

Puoi cambiare la quantità di colonne delle tue gallerie trascinando un selettore nel blocco inspector della barra laterale.

Formattazione avanzata dei media

Se combini i nuovi allineamenti a larghezza ampia e a larghezza piena con le gallerie, puoi creare un layout multimediale molto avanzato, molto velocemente:

L'accessibilità è importante — non dimenticare l'attributo alt dell'immagine

Certo, l’immagine a larghezza piena può essere molto grande. Ma qualche volta l’immagine lo merita.

Quella sopra è una galleria con sole due immagini. È un modo facile di creare layout ad impatto visivo, senza dover combattere con i float. Puoi anche riconvertire facilmente la galleria in immagini individuali, utilizzando la funzione di cambio blocco.

Qualsiasi blocco può usufruire di questi allineamenti. Anche i blocchi incorporati hanno i loro e sono già predisposti per essere responsivi:

Puoi sviluppare qualsiasi blocco tu voglia, statico o dinamico, decorativo o semplice. Ecco il blocco di una citazione in evidenza:

Il codice è poesia

La comunità di WordPress

Se vuoi imparare di più su come sviluppare blocchi aggiuntivi o sei interessato a dare una mano al progetto, vai al repository su GitHub.


Grazie per aver testato Gutenberg!

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Loukanikos

Simbolo di una rivolta
Foto ANSA

” Registrato all’anagrafe con il nome 1842, personaggio dell’anno per il settimanale Time. Un combattente meticcio che come in tutta la storia della sua razza, non ha fatto sentire l’essere umano da solo.

Non parliamo di un rivoluzionario appartenente ad una ideologia,che tiene comizi e si siede per le trattative. Era un cane. E il suo nome originariamente era Nikiroros (Vittorioso), poi divenne Kanellos (in memoria di un suo predecessore delle proteste fino al 2008), e alla fine Loukanikos, che non voleva dire fulmine o tempesta, ma salsiccia.

Quando gran parte della popolazione Greca si mosse tra il 2009 e il 2012 per protestare contro le politiche di austerity volute dall’Europa, in seguito al fallimento dello Stato mediterraneo, Loukanikos senza che nessuno lo chiamasse, dalla sua residenza,la scalinata del Parlamento di Atene, scendeva in piazza”.

Pagina FaceBook “Ribelli” – www.facebook.com/Ribelli10/

Lo si è visto attaccare i lacrimogeni, abbaiare alla polizia schierata o in motocicletta, stare immobile come a guardia dei cortei, gettarsi nella mischia anche vicino alle fiamme e tra il lancio di oggetti contundenti, passeggiare a suo agio fra gli scenari di una guerriglia urbana o tra gli schieramenti contrapposti, come un ufficiale padrone del campo di battaglia; accarezzato dai suoi compagni di lotta, colpito dalle forze di polizia (anche se la leggenda vuole che non lo abbiano mai manganellato, per rispetto).

Ma le ferite furono tante, e lui iniziò ad accusare, soprattutto quei lacrimogeni che non aveva avuto paura ad affrontare, gli avevano danneggiato il corpo, dissero le analisi.

Qualcuno tra gli studenti del Politecnico se ne accorse e una famiglia poi, decise di prendersene cura. Dopo pochi mese di onorata pensione, morì nel sonno, all’età di 10 anni, accudito ed amato, come un vero combattente ed amico.

Importantissime testate dell’informazione mondiali si sono occupati di lui, dal New York Times ad Al Jazeera, con giornalisti che non avevano difficoltà a riconoscere il suo carisma. , Bellissimo il servizio della BBC, con l’anchorman Paul Mason che va a trovarlo ad Atene, mentre riposa in strada, sotto al Parlamento, come un Re, solitario ed imperturbabile.

Non entriamo nel merito della protesta, se fosse giusta o sbagliata, se difendesse privilegi o diritti. Certo è che è stato un momento in cui il popolo è stato provato, e la politica dovette interrogarsi e prendere decisioni drastiche. Oggi a distanza di anni, ancora non siamo in grado di tracciare un bilancio, e i segnali sono contraddittori.

Ma, al di la delle vicende politiche, possiamo raccontare questa parte “umana”, piena di valore e significato. Forse fu addestrato, forse fu sfruttato, non lo sapremo mai. Sappiamo che nessuno lo ha mai visto in catene, e che non hai mai fatto del male a qualcuno, che ha non solo partecipato ad un momento storico, ma ne è stato protagonista.

Siamo commossi e fieri di presentare una storia che dimostra come lo spirito ribelle si impossessi di animali differenti dall’uomo. Gli animali, che ancora una volta ci dimostrano che l’umanità, per qualche misterioso motivo, non appartiene solo all’uomo.

Peter Hapak for TIME – Copertina del 2011

Il video tributo della BBC: